ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER Iscriviti
ita Italiano | eng English
 
 
 
  Capitolo 1: LA SLA E LO SPORT

di Adriano Chiò
Professore Associato di Neurologia, Dipartimento di Neuroscienze,
Università degli Studi di Torino.
& di Gabriele Mora
Direttore Divisore di Neuroriabilitazione II,
Fondazione di Salvatore Maugeri IRCCS, Pavia.


Risultati

Coorte dello studio
Il database relativo ai giocatori di serie A e B nati in Italia e tesserati nel periodo 1970-2001 comprende 7.325 giocatori. Di tutti i giocatori della coorte sono noti la data di nascita, la carriera calcistica in serie A e/o B inclusi nell’ anno di inizio dall’attività professionistica, il principale ruolo di gioco, l’eventuale data di morte o lo stato di vita nell’ultimo giorno di follow-up (31 dicembre 2001). Il numero di anni-persona complessivo nel periodo di osservazione, tenendo conto dei decessi, e di 137.078.

Casi osservati
Il numero totale di casi di SLA insorti nel periodo 1970-2001 fra i giocatori di seria A o B attivi nel periodo di esami è di 5. un sesto caso è stato escluso perché nato all’ estero. I casi non sono distribuiti omogeneamente nel periodi di osservazione, poiché non si sono registrati casi nel periodo 1970-1979, mentre vi sono stati 2 casi nel periodo 1980-1989 e tre nel periodo 1990-2001. l’ età media dell’esordio della SLA è stata di 43,4 anni (DS 9,1; range, 33-56) (va notati che il sesto caso, escluso dal computo, aveva un’età di esordio di 36 anni).

Calcolo dell’ SMR

Il numero totale dei casi attesi nel periodo 1970-2001, usando come riferimento i dati dei due registri regionali italiani, è pari a 0,77. L’SRM calcolato è per tanto pari a 6,49 (i.c. al 95%, 2,10-15,12) (p<0,0001 ). L’SMR per classi di età è riportata nella Tabella 1. Si può osservare un significativo aumento nel rischio di insorgenza di SLA prima di 49 anni, mentre il rischio per un’età pari o superiore a 50 anni non è significativamente avanzato.
Nella Tabella 2 viene riportato l’SMR per guolo di gioco. L’SMR per il ruolo di centrocampista, pari a 11,0, è significativamente aumentato. L’SMR per il ruolo di difensore è aumentato (4,1) ma non in modo significativo.
Non sono stati riscontrati casi di SLA fra gli attaccanti e i portieri.
Nella Tabella 3 è riportato l’ SRM per numero di anni giocati come professionisti. Per un numero di anni <6 il rischio è aumentato, ma non in modo significativo. Per un numero di anni superiore >6 il rischio è significativamente aumentato.

Tabella 1.
SMR per SLA per classi d’età

Classi d’età

Casi attesi

Casi osservati

SMR

i.c. 95%

15-49

0,53

4

7,5

2,0-19,2

50-69

0,24

1

4,2

0,1-23,4


Tabella 2.
SMR per SLA per ruolo di gioco

Ruolo

Casi attesi

Casi osservati

SMR

i.c. 95%

Attaccante

0,09

-

-

-

Centrocampista

0,33

4

12,2

3,33-31,2

Difensore

0,24

1

4,15

0,10-23,1

Portaere

0,11

-

-

-


Tabella 3.
SMR per SLA per numero di anni di attività come calciatore professionista

Numero di anni

Casi attesi

Casi osservati

SMR

i.c. 95%

<6 anni

0,57

2

3,5

0,42-12,71

>6 anni

0,20

3

15,2

3,13-44,38


Commento

L’SMR (rischio) complessivo calcolato è significativamente aumentato, indicando che nella coorte esaminata vi è un eccesso definito di SLA rispetto all’atteso.
Va inoltre considerata che la stima presentata è estremamente prudente, sia perché la popolazione di riferimento utilizzata (registri epidemiologici di Piemonte e Puglia) ha tassi di incidenza fra i più elevati al mondo, sia perché i registri di riferimento si riferiscono a un periodo molto recente (seconda metà degli anni ’90) nel corso del quale l’ incidenza di SLA potrebbe essere aumentata rispetto agli anni ’70 e ’80.
Inoltre non è stata eseguita una ricerca sistematica fra i soggetti inclusi della coorte per escludere la diagnosi di SLA, ma per l’ individuazione dei casi ci si è basati su una serie di fonti che potrebbero non aver permesso di individuare tutti i casi, soprattutto insorti nel periodo decennio dello studio.

I dati della presente valutazione, che confermano l’ osservazione dello studio preliminare sui certificati di morte, indicano che l’ eccesso di rischio è soprattutto a carico dei soggetti di età inferiore a 50 anni, un’ età molto bassa per la SLA, che negli studi epidemiologici più attendibili presenta un’ età media di esordio fra i 63 e i 65 anni.
Va ricordato inoltre che l0 età media di esordio dei 5 casi incluso nello studio è di 43 anni.
L’ eccesso di rischio osservato pare essere significativo nel periodo successivo al 1980, mentre non sono stati identificati casi nel decennio precedente. Molto interessante e suggestivo è il rapporto dose-effetto riscontrato, con un aumento significativo del rischio fra i soli soggetti che hanno giocato come professionisti per un periodo superiore a 5 anni. Infine si è osservato un aumento del rischio solo fra i calciatori con ruolo di centrocampista. Per gli altri ruolo, o l’ aumento di rischio non è significativo (difensori), oppure il rischio non è calcolabile perché non sono stati identificati casi. Il significato di questa osservazione è incerto.

In conclusione, i dati raccolti indicano che il numero di giocatori di calcio professionisti che hanno sviluppato la SLA è significativamente superiore all’ atteso e che vi è un trand dose-effetto fra il rischio di SLA e il numero di anni di gioco come calciatore professionista.

L’ eccesso di rischio osservato (6,5) è nettamente superiore all’ eccesso di rischio genericamente collegato all’ attività sportiva desunto della metanalisi degli studi caso controllo pubblicati in letteratura (1,4).

Ciò potrebbe indirettamente indicare che il rischio di sviluppare la SLA fra i calciatori professionisti non è esclusivamente connesso all’attività fisica intensa o all’ affetto di traumi o microtraumi, ma appare specificamente correlato all’ attività calcistica in sé.
Allo stato attuale non è ancora possibile definire la natura del/dei fattore/i che determinano tale rischio. Si possono sollevare alcune ipotesi: (1) contatto con sostanze utilizzate come diserbanti o concimi nei campi di gioco o allenamento; (2) uso di sostanze a scopo di doping oppure di farmaci leciti, eventualmente a dosi superiori o per periodi più prolungati rispetto a quelli normalmente usati dalla popolazione generale; (3) alterazioni metaboliche del muscolo o del motoneurone correlate a specifiche metodiche di allenamento o di gioco; (4) traumatismi/microtraumatismi ripetuti specifici del gioco del calcio.

Tenendo in oltre conto della giovane età di esordio nella maggior parte dei casi di SLA fra i calciatori, si può inoltre ipotizzare che il fattore tossico ambientale responsabile dell’ insorgenza della SLA induca un’ anticipazione dell’ età di insorgenza della malattia in soggetti “geneticamente” predisposti.

Tratto dal libro-testimonianza “SLA, il dramma e la speranza” di Ludovico Perrone.

<< Precedente
 
 
 
 
Facebook YouTube flickr
 
10122 TORINO – VIA PIAVE 10. Codice Fiscale 97640960015. Iscrizione n° 350 Registro Persone Giuridiche Prefettura di Torino